"Pendant longtemps, je croyais qu'il se passait des choses extraordinaires sous les jupes des femmes" - François Truffaut

Già i greci, nelle gare olimpiche, si spogliavano degli inutili orpelli degli abiti: il corpo chiede di potersi muovere libero per esprimere così la sua vitale energia.

Anche nella danza l'abito è d'ostacolo, monumento ad una normazione sociale repressiva e moralistica.

Naked Bodies celebra così, in un incontro magico tra musica e movimento, la prima e principale opera d'arte presente sulla Terra: il corpo umano.

Creato ad immagine e somiglianza della Divinità, specchio del divino, in cui Egli stesso si riflette: "Et vidit Deus quod esset bonum, et ait: Faciamus hominem ad imaginem et similitudinem nostram [...] Et creavit Deus hominem ad imaginem suam : ad imaginem Dei creavit illum..." (Genesi 1, 25-27).

In questa dimensione quasi religiosa della corporeità si inserisce la liturgia tutta umana dei corpi, consacrata dalla nudatio mimarum estesa all'intero spettacolo.

Uno spettacolo in cui la nudità dei corpi non è ragione sufficiente, nè pretesto o tantomeno traguardo, bensì punto di partenza per un'esplorazione dell'anima che, in quanto tale, non può prescindere dalla sua rappresentazione terrena: il corpo, per l'appunto.

Di cui i profeti di un facile, quanto miope, manicheismo si nutrono per vederci tentazioni voyeuristiche. Ma è S. Agostino a rammentarci l'immanenza del corpo umano con parole icastiche: "Inter faeces et urinam nascimur".

Narrare l'ineffabile, afferrare l'inafferrabile, dipingere emozioni nello spazio e tra la musica...questo si propone Naked Bodies. Connubio tra danza contemporanea e Tanztheater, Naked Bodies è un'esperienza estetica che non può mancare ad alimentare i nostri sogni...